Le "imprese" dei nostri iscritti (e non solo)

Emozioni a Lienz 2012

Lienz 2

Gerardo Rossi, Giorgio Merloni, Gianluca Crociani,
Paolo Brunelli, Massimo Gobbi, Onorio Piovaccari,
Nazario Guidi, Werther Biondi.

25° Dolomiten Radrundfahrt  10/06/2012

Il campanile scandisce le sue ore e i nove rintocchi avvisano i ciclisti, racchiusi nelle griglie, dell'imminente partenza. L'occhio vaga intorno alla ricerca dei visi amici e si perde fra 1846 smorfie. Ancor prima del via è iniziata la gara delle posizioni. Il tempo è incerto, anzi, dei grossi nuvoloni neri stazionano sulle cime ancora lontane del percorso, forse più avanti ci si bagnerà.
Siam fiduciosi, non nel tempo, ma delle nostre forze perché mirati sono stati gli allenamenti. "Le nove e trenta il via è dato". Alle prime pedalate scorrono le irregolari forme degli orli urbani, i cortili fioriti, la gente che applaude e il treno fermo in attesa dell'ultimo passeggero. Poi, è già tempo di oltrepassare il ponte sul fiume Drau e di campi coltivati. Un itinerario che inizia al mattino e si conclude al pomeriggio, cinque ore per percorrere il dorso delle Dolomiti di Lienz. Non si è ancora esaurito il caos della partenza, gli agonisti in fuga e gli altri ad inseguire, che il signore della pioggia ci sorprende con un suo temporale. Sbandamenti, cadute e ciclisti fermi a bordo strada.

Indossata la mantellina c'è chi riprenderà la corsa ed altri, girata la bici torneranno mestamente alla partenza. Il temporale ha così vanificato, in parte, i benefici dei venticinque chilometri di pianura e leggera discesa in cui mente e corpo si sincronizzano per trovare la giusta posizione nel gruppo. Passata la ferrovia la strada si inerpica fra conifere e pietre che spuntano come ossa dal corpo del monte. Si sale, a volte danzando, col ritmo che la mente e la pioggia consigliano. Si và su incontro a spiragli di luce che s'aprono all'improvviso, Birnbaum e si sale ancora sino alla sorgente di tanto sudore: St. Lorenzen, Km 50. Più alto di tutti svetta l'aguzzo campanile alla cui base è posto il ristoro, ragazzi in fila che ti passano al volo, barrette, integratori e bibite energetiche.
Quando ci arrivo sono passate da poco le undici. Il tempo qui segna cadenze sconosciute, come il suono dei campanacci e gli applausi dei numerosissimi paesani, nel loro tradizionale costume tirolese, che qui come in tutto il percorso incitano i ciclisti: HOP, HOP, HOP. Ora la strada discende la dove i monti incrociano le loro linee e in lontananza si  vedono le pietre bianche e le ferite dell'uomo per far posto alle sciovie e ripide pareti di alberi e steccati che delimitano i campi: "la da qualche parte uno spirito libero sorride". La strada è una traccia che si perde ad ogni curva in cui l'occhio cerca la via di fuga e la percorre fino alla meta.

Lienz 1

 

Lienz 4

La mente è libera ma vigile sul percorso, là si vede il profilo di una baita ma è difficile coglierne il dettaglio, quando si è vicini  già non la si vede più. Siamo sul dorso delle dolomiti e pedaliamo con prudenza, senza forzare, in un tratto di sali-scendi di diversi chilometri, la strada è bagnata e la salita si avvicina. Sei i chilometri per arrivare a Kartitscher Sattel, Km 69 e ai 1526 metri sul livello del mare, punto più alto del percorso. Ci si sente quasi privilegiati ad arrivare fin qui; "è tutto un altro mondo". A destra uno steccato delimita un parcheggio, più avanti un albergo, a sinistra l'azzurro del cielo e prati verdi, più in basso il corso del fiume Gail e, subito appare tutto per esteso la spianata del paese e, non piove. Uno sguardo fugace al panorama, case sparse e gerani alle finestre e la banda in costume tradizionale che intona una melodia. Un pensiero và ai compagni, non so dove sul percorso, bagnati e a rilento in discesa ma certamente soddisfatti come me. Si prosegue, il gruppetto non ammette sosta. Ci attendono dodici kilometri di bella strada in discesa, qua e là schizzi d'acqua e si rallenta sui ponti in legno ma, si va giù che è un piacere. Un cartello indica che siamo in arrivo ad Abfaltersbach, km 81, indica anche il ristoro e la divisione del percorso; andando dritto si macinano i 32 km conclusivi del percorso tradizionale. Giriamo a destra, percorso estremo. Ci separano 42 km da Lienz, comprese tre salite per complessivi 23 km.

Sospiro, e fin qui. La cartina è menzognera, Anras, Kosten, Bonnberg, tre picchi in successione che già sul primo ci prosciugano le ultime energie. Tenaci non molliamo. D'un tratto si vede uno spiraglio di luce là dopo la curva, è fatta; e no, si sale ancora in mezzo all'abetaia a confondere l'orizzonte. Così non vale! Silenzio. Solo vento, il cuore che batte forte e il lento incedere della pedalata. La scorta d'acqua è agli sgoccioli come l'energia in corpo, in discesa non si recupera e subito si risale, "ancora" senza tregua. All'improvviso, bandiere in movimento annunciano qualcosa di buono; mai ristoro è stato più gradito. Con gentilezza ci annunciano un breve tratto in piano seguiti da sette kilometri di media salita, poi, solo discesa. Rigenerati ripartiamo. Una pioggerella ci accompagna nell'ultimo tratto di salita e là giunti, una banda sonora registra il nostro passaggio. "E' fatta". La discesa è tortuosa, a tratti bagnata e rovinata dal tempo,  prudenza. La fatica pian piano si scioglie come neve e i picchi un ricordo. Si può orgogliosamente affermare che: "La Lienz-Lienz 25° Dolomiten Radrundfahrt di 123 km con cinque salite per un dislivello 2680 metri è vinta". Si può anche dire che con la giusta compagnia, si fa anche fatica con piacere e in barba all'età con allegria. Ora non ci resta che pedalare con ritrovata energia verso Lienz e passare soddisfatti il traguardo a braccia alzate.

Grazie Compagni.

Gerardo 784

Lienz 10 Giugno 2012

Gli altri componenti

della compagnia:

Lienz 5

Piero Fellini

Lienz 6

DomenicaMerloni

Lienz 7

Martina e Raffaella Crociani