Le "imprese" dei nostri iscritti (e non solo)

Emanuele: un eroe al Naturaid 2008 - Marocco

Eccolo,

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è appena entrato a far parte del nostro gruppo di pedalatori, ma soprattutto di amici, si chiama Emanuele, merità già un posto in prima fila nella nostra hall of fame!!!! Perchè?? Presto detto: ha portato a termine nel 2008 l'edizione NATURAID in MAROCCOOOOOOOO!!!!!!!!!!! E cioè:

 

 

1 - Cos'è il Naturaid? s1524838432_53319_7280E' una gara/avventura estrema in mountain bike, giunta ormai alla sua 5a edizione, che si svolge in Marocco a sud dell’imponente catena montuosa dell’Alto Atlante.Lo svolgimento è semplicissimo: la gara è No Stop in autosufficienza.Si parte in gruppo e ogni concorrente decide la sua andatura, le sue soste,                         cercando di completare i 700 km di gara nel tempo massimo stabilito di 88 ore, con l’unico obbligo di passare a tutti i punti di controllo stabiliti dall’organizzazione. Ognuno deve avere con se tutti il necessario per la propria sopravvivenza, eccezion fatta per l’acqua che ti viene fornita ad ogni check point. 2 - Cosa ti ha portato a tentare un'impresa simile? Cosa porta un ragazzo come tanti alla ricerca di qualcosa di così estremo? Più che impresa la definirei un'avventura speciale. Ciò che mi porta a fare gare di questo tipo è la voglia di migliorarmi, di competere con il mio limite, cercando di spostarlo di volta in volta più avanti. In questa tipologia di gare la classifica non è importante, infatti non è neanche previsto un montepremi, conta molto di più arrivare e godere di tutto ciò che si incontra. Certo, molti dicono che sono pazzo, ma sono in buona compagnia. Insieme a me ha partecipato anche Massimo, un caro amico di Brescia. Devo a lui la passione per la mountain bike. dscn3049 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

3 - Hai avuto dubbi, titubanze o paure prima di decidere? Quali? Certo! Mille dubbi sulle mie capacità e sull'esiguo tempo a disposizione. Paure... durante la gara c'è un servizio “scopa”, che consiste in alcune jeep dell’organizzazione che ti possono caricare  nel caso tu ti voglia ritirare, ma il dubbio resta... e se ti fai male? Se ti perdi? Se il cellulare non prende e non riesci ad avvertire il personale di gara? Ho pensato, dai, non potrà andare tutto male! la voglia di mountain bike e di avventura le ha vinte tutte e sono partito! 4 - Come ti sei preparato? Tu, la bici, l'attrezzatura... Per quanto riguarda la preparazione ho partecipato ad alcune 24 ore in solitaria, gare dove vince chi fa più giri di un circuito di 5-7 Km nel tempo di 24 ore, ed alcune gare cross country del circuito di gran fondo FRW. Credo che sia molto importante allenare la mente oltre al fisico, quindi stare in sella molte ore di fila è un ottimo allenamento.Oltre a questo ho effettuato varie escursioni ed una mini vacanza di due giorni con alcuni ragazzi di Cesena, grazie ai quali ho conosciuto svariati percorsi sterrati dove allenarmi.s1524838432_53317_6878Un dettaglio sull’attrezzatura, per quanto riguarda le borse, queste erano “cucite” sulla mtb da mia moglie. Una borsa su misura da inserire nel telaio dove avevo vestiario pesante e cibo ed un porta pacchi posteriore dove avevo il sacco a pelo ed il materiale obbligatorio. Oltre a questo, zaino idrico in spalla.  5 - Come l'ha presa la tua famiglia? La mia famiglia mi ha sempre sostenuto in queste cose, sa che ormai c'è poco da rimediare mentalmente alla mia età! Avevo già tentato l'anno scorso di arrivare in fondo, ma purtroppo a causa delle forti piogge e raffiche di vento mi sono dovuto ritirare. Dopo circa 5 ore con bici in spalla nel fango sono dovuto tornare indietro al check point. A differenza di quello che molti credono il Marocco non è solo deserto, nel 2007 la quota massima che si raggiungeva era infatti 2900 mt.  6 - Raccontaci la gara... Quali sono stati i momenti più emozionanti e i più difficili, hai avuto paura di non farcela, di perderti... Siamo partiti 19 concorrenti, alcuni degli iscritti non erano presenti. Durante la gara si sono ritirati in 4, alcuni a causa di problemi tecnici ed altri per problemi fisici. Rispetto ai 9 dell'anno scorso direi che è andata meglio!

Raccontare la gara in poche righe è davvero difficile. Ho provato delle emozioni incredibili: dal trovarsi da soli nel deserto nelle ore più calde della giornata a pedalare incontrando solo gruppi di dromedari e sperando che tutto vada bene, al pedalare al chiaro di luna attraverso un immenso palmeto. Che spettacolo!

dscn4014Attraverso l'utilizzo di un road book si procedeva facendo attenzione al conta Km ed ai bivi da seguire, considerando poi che il percorso era già stato ridotto a 620km per le condizioni “da battaglia”, trovarsi nel letto di un fiume senza sapere dove andare a causa delle alluvioni dei giorni precedenti ha messo a dura prova la mia resistenza all'imprevisto.

Trovare ogni tanto il segno “NR” a bomboletta bianca su di un sasso dava una gioia immensa, soprattutto se erano passati parecchi Km dal precedente “segnale”!

s1524838432_53364_9799Certamente ci sono stati anche momenti davvero difficili come svegliarsi dopo avere dormito un'ora e mezza in un giorno e dovere ripartire, momenti dolorosi come le piaghe, la rottura del porta pacchi posteriore che mi ha costretto a percorrere circa 200 km con una borsa di fortuna legata alla zaino idrico.

Sono partito molto determinato, ma non avrei mai immaginato che potessi pedalare tante ore di fila. A volte il corpo umano riserva delle grosse sorprese e ci si rende davvero conto che  il vero limite non è fisico, ma mentale.

s1524838432_53386_8812Anche quest'anno la gara è stata vinta da due ragazzi svizzeri nel tempo incredibile di 61h e 45minuti! Per la cronaca io ho percorso circa 660 km, circa 10000mt di dislivello  in 82h e 45minuti, restando in sella anche per più di 20 ore consecutive con brevissime soste per ricaricare l'acqua e mangiare qualcosa… Che avventura! 7 - Cosa ti ha insegnato questa esperienza? E cosa ti ha dato Il Naturaid è finito da alcune settimane ormai, ma non è ancora un ricordo: una parte di me è rimasta in Marocco, tra Berberi e deserto. Ci penso ancora, ci penso spesso. Dove sono le piste interminabili? Il silenzio della natura che mi circonda? I bambini che corrono e festeggiano il passaggio delle biciclette? Purtroppo, non c'è più nulla di tutto questo qui. Certo, non voglio esagerare, siamo molto fortunati perché abbiamo tutti i confort a nostra disposizione, forse però ci stiamo dimenticando di quanto è forte e vera la natura che ci sta attorno e di quanto ci può dare senza chiedere nulla in cambio. L'insegnamento che mi porto nel cuore è la possibilità di arrivare sempre a destinazione, la tenacia, la grande forza di volontà che molto spesso ci si dimentica di avere.  8 - Non dai l'impressione di averne avute abbastanza. Cos'altro hai in serbo per il futuro? Avuto abbastanza direi di no, sono anzi più stimolato di prima! L'anno prossimo purtroppo mi dicono che il Naturaid Marocco non ci sarà, ma è in previsione il Naturaid Trentino 2010. Una gara in tappa unica di circa 400 Km in autosufficienza con un dislivello di 15000 mt. Per l'anno prossimo vorrei partecipare a gare lunghe come ad esempio le marathon o le 24 ore alle quali sono ormai affezionato. Mi piace molto il circuito Prestigio, vedremo..

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Il Naturaid è finito da qualche giorno, ma con la mente ancora non sono tornato al presente. E' irreale, impossibile, fatico ad ambientarmi in un mondo che fino a qualche settimana fa era il mio.

Dove sono le piste interminabili? Il silenzio della natura che mi circonda? I bambini che corrono e festeggiano il passaggio delle biciclette? Niente, non c'è più nulla di tutto questo. Eppure mi han sempre detto che eravamo noi quelli fortunati! Ultimamente fatico un po' a comprendere tutta questa fortuna dove sia, o meglio se davvero sia tutta quanta fortuna. Certo, non voglio esagarare, siamo molto fortunati perchè abbiamo tutto a nostra disposizione, forse però ci stiamo dimenticando di quanto è forte e vera la natura che ci sta attorno e di quanto ci può dare senza chiedere nulla in cambio.

Che avventura! Sono partito molto determinato, ma non avrei mai immaginato potessi pedalare tante ore di fila! A volte il corpo umano riserva delle grosse sorprese e ci si rende davvero conto che come dice Mauri il vero limite non è fisico ma mentale. Quanto aveva ragione. In altre occasioni le piaghe, la rottura del portapacchi ed il mal di schiena avrebbero condizionato il mio viaggio. Ora no.

Trovarsi da soli nel deserto nelle ore più calde della giornata a pedalare incontrando solo gruppi di dromedari e sperando che tutto vada bene ti rafforza molto. Ti rendi conto che se vuoi puoi arrivare.

I chilometri salgono lenti, l'acqua scarseggia ed il caldo è insopportabile, ma non molli e vai avanti, lento ma determinato. Dai, ancora poco e ci siamo. Ed è così, così arrivi dappertutto.

Il mio viaggio è stato nella prima parte accompagnato da Massi, fedele amico di sempre che desidero ringraziare per avermi fatto conoscere il Naturaid ed avermi “permesso” di proseguire il mio viaggio da solo. Successivamente ho incontrato Diego con il quale ho pedalato per gran parte del percorso. Nonostante lui volesse ritirarsi ha continuato insieme a me l'avventura, senza nemmeno rendersi conto di quanto fosse importante per me che ci fosse. Compagni di viaggio ai quali devo molto.

Esprimere l'emozione e la gioia è davvero difficile e fatico a farlo in qualche riga, penso solo che chi ha vissuto quest'avventura sa di cosa sto parlando.

 

grazie a tutti ed al prossimo Naturaid!!

 

Emanuele

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